Clima e ambiente

Situata nel cuore delle Alpi la Valle d’Aosta gode di un clima eccezionale grazie alle montagne che fanno barriera ai fronti freddi di provenienza settentrionale così come alle perturbazioni piovose.

In particolare modo nell’area centrale della Valle la protezione realizzata dai rilievi alpini determina l’instaurarsi di condizioni tipiche del clima endoalpino: precipitazioni limitate (e concentrate in primavera e tardo autunno), nuvolosità ridotta e bassa umidità relativa.

Un ulteriore elemento caratterizzante il clima valdostano, soprattutto nella stagione primaverile-estiva, è la presenza pressoché quotidiana delle brezze termiche. Tanto la bassa umidità relativa e le scarse precipitazioni durante lo sviluppo vegeto-produttivo della vite quanto la ventilazione pressoché permanente ostacolano lo sviluppo di malattie fungine permettendo di limitare i trattamenti antiparassitari ed ottenere vini più salubri in un ambiente meno inquinato.

La Dora Baltea è un elemento naturale che permette di caratterizzare il territorio vitato valdostano. In corrispondenza dei principali bacini idrografici del fiume possiamo infatti suddividere la vallata centrale in tre aree comunemente denominate bassa, media ed alta valle.

Tale suddivisione si riferisce a tre quote altimetriche medie: rispettivamente 400, 600 e 1000 m s.l.m. Le tre zone si differenziano anche per la piovosità che è molto contenuta in media valle (valori medi di 400 - 500 mm annui) e più abbondante in bassa ed alta valle (1000 - 1200 mm annui); quest’ultima è caratterizzata da temperature medie molto più  basse per via dell’altitudine e della vicinanza al massiccio del Monte Bianco.

Una seconda suddivisione, sempre riferita alla Dora, permette di caratterizzare altre due aree ben distinte: la prima in sinistra orografica, denominata Adret, in cui si concentra la maggior parte della superficie vitata valdostana. L’ottima esposizione permette di raggiungere maturazioni ottimali anche per i vitigni più tardivi.

In destra orografica, Envers, la zona vitata si estende principalmente tra Aosta ed Introd; qui le varietà coltivate restituiscono vini caratterizzati da una buona freschezza e una grande espressione aromatica varietale.

Suolo

Vigneti ad Arvier Valle d'Aosta

I terreni vitati, in prevalenza di origine morenica, sono solitamente profondi (100 – 150 cm) o moderatamente profondi (50 - 100 cm); raramente si incontrano suoli di profondità inferiore (da 25 a 50 cm), a causa della presenza di orizzonti pedologici compattati o, più raramente, di rocce semiaffioranti (2003, Minelli R., materiale non pubblicato).

Spesso i suoli presentano chiari segni dell’azione antropica (scasso, spietramenti, ciglionature). La dotazione di sostanza organica e di elementi nutritivi è generalmente più che sufficiente, anche grazie alle concimazioni organiche effettuate allo scasso o sui precedenti colturali che favoriscono un equilibrato sviluppo vegeto-produttivo.

Sotto il profilo della tessitura, i suoli della regione sono piuttosto uniformi e si caratterizzano per un abbondante scheletro, la prevalenza di sabbia (generalmente oltre il 50%) e la ridotta dotazione di argilla.

Nella gran parte dei casi i suoli appartengono alla classe “sabbioso-franco” (materiali di contatto, suoli rielaborati dalle acque di versante, materiali alluvionali dei conoidi) o “franco sabbioso” (depositi glaciali). In qualche caso, in particolare sul fondovalle, si possono trovare suoli essenzialmente sabbiosi (2003, Minelli R., materiale non pubblicato).

L’elevato contenuto in limo consente una discreta capacità di ritenzione idrica, generalmente sufficiente per le esigenze della vite.

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